Se ti stai chiedendo cos’è un ATS, sappi che non sei solo
Julia Sánchez
Mi chiamo Julia e sono Responsabile Marketing di Teamtailor per la Spagna e l'America Latina. Sono felicissima di poter condividere contenuti e ampliare le mie conoscenze in materia di HR. Adoro la psicologia e la filosofia, soprattutto se applicate a temi di HR!
In Italia, soprattutto nelle PMI, molte aziende gestiscono ancora il recruiting con email, fogli Excel e telefonate improvvisate. È normale che termini come applicant tracking system sembrino qualcosa di tecnico o lontano dal lavoro quotidiano.
La verità?
Un ATS è semplicemente uno strumento che aiuta le aziende a tenere in ordine tutto il processo di selezione, dall’arrivo delle candidature fino all’assunzione. Niente fantascienza, niente robot che “scartano CV”: solo organizzazione, chiarezza e meno lavoro manuale.
In questa guida ti spiego in modo semplice che cos’è un ATS, come funziona e perché oggi è utile anche alle aziende più piccole.
Un ATS (Applicant Tracking System) è un software ATS che permette di:
In pratica è un sistema di tracciamento dei candidati che sostituisce lo “schemino mentale” del recruiter e lo rende visibile, chiaro e condiviso.
Pensa al tuo processo di selezione come a una grande scrivania.
Se non usi un ATS, la tua scrivania è così:

Con un ATS, invece, la scrivania diventa:

Stesso lavoro, ma in modo molto più semplice.
La cosa più utile per capire cos’è un ATS è vedere cosa fa nella pratica.
Ecco le sue funzioni principali:
Quando pubblichi un annuncio di lavoro, l’ATS raccoglie tutte le candidature che arrivano da:
Tutto finisce in un unico luogo, senza sforzo.
Addio allegati persi e email nascoste: l’ATS ti mostra ogni candidatura in forma chiara. Puoi vedere:
Da “appena arrivato” a “assunto”, l’ATS ti permette di vedere lo stato di ogni persona.
È come avere una lavagna Kanban del recruiting sempre aggiornata.
Con un ATS puoi:
Zero confusione, zero dubbi.
Email automatiche, reminder, messaggi di follow-up, cambio di stato…
Il software fa il lavoro ripetitivo per te.
Immagina questa situazione molto italiana (e molto reale):
Arianna, HR di una PMI di Milano, apre una posizione per un impiegato amministrativo.
In due settimane arrivano 120 candidature.
Tutte via email.
Alcune finiscono in spam.
Il CEO vuole aggiornamenti ogni due giorni.
I colleghi mandano CV via WhatsApp (!).
Risultato?
Stress, tempi dilatati e candidati dimenticati.
Con un ATS, accade questo:
È lo stesso processo di selezione, ma molto più semplice, più veloce e più umano.
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Un ATS non è uno strumento “da multinazionale”.
Anzi, è spesso più utile alle PMI che:
Anche le aziende che assumono poche persone all’anno trovano beneficio nel passare dalla “caotica” gestione manuale a un sistema semplice e organizzato.
Abbiamo creato anche una guida completa su come scegliere l'ATS perfetto per te e la tua azienda
Ci sono tre motivi per cui, oggi, un ATS non è più un “nice to have”, ma uno strumento fondamentale:
✅Vogliono feedback, tempi certi, comunicazioni chiare.
✅L’ATS ti aiuta a essere più professionale e accogliente.
✅L’amministrazione e altre attività assorbono energie.
✅Automatizzare il ripetitivo permette di concentrarsi sulle persone.
✅Se rispondi tardi, i candidati scelgono altri.
✅Un ATS accelera tutto il processo.
Un ATS è:
Non serve essere esperti di tecnologia: serve solo la voglia di migliorare il modo in cui si assumono le persone.
Vuoi saperne di più?
Se ti ritrovi spesso a pensare “non ho più il controllo del processo”, è probabile che sia arrivato il momento di digitalizzare il recruiting con un vero software di selezione del personale.
Nel mondo del recruiting moderno, l’ATS (Applicant Tracking System) è diventato uno strumento imprescindibile. Eppure, per molti candidati – e spesso anche per alcuni professionisti HR – rimane una sorta di “scatola nera” in cui il CV sembra scomparire non appena viene inviato.




