Se usi ancora Excel per il recruiting, ti serve (forse) un ATS

Se ti ritrovi spesso a pensare “non ho più il controllo del processo”, è probabile che sia arrivato il momento di digitalizzare il recruiting con un vero software di selezione del personale.

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Julia Sánchez

Mi chiamo Julia e sono Responsabile Marketing di Teamtailor per la Spagna e l'America Latina. Sono felicissima di poter condividere contenuti e ampliare le mie conoscenze in materia di HR. Adoro la psicologia e la filosofia, soprattutto se applicate a temi di HR!

5 segnali che è ora di digitalizzare la selezione

In molte aziende italiane la selezione del personale con Excel è ancora la normalità.

Un file condiviso, mille colonne, colori improbabili, note scritte di fretta… e la speranza che tutto rimanga aggiornato.

Funziona?

Sì, finché le candidature sono poche.

Ma appena apri una posizione un po’ più calda—vendite, amministrazione, customer care, retail—Excel diventa un labirinto in cui è facilissimo perdersi.

Se ti ritrovi spesso a pensare “non ho più il controllo del processo”, è probabile che sia arrivato il momento di digitalizzare il recruiting con un vero software di selezione del personale.

In questo articolo ti aiuto a capirlo attraverso una checklist semplice:

5 segnali che indicano che sei pronto (o quasi) a fare il salto verso un ATS.

1) Ricevi più candidature di quante riesci a gestire

Excel va bene per 10 candidati.

Forse anche per 20.

Ma quando ne arrivano 50, 100 o 200… diventa impossibile:

❌aggiornare manualmente lo stato di ognuno

❌ritrovare rapidamente un CV

❌capire chi ha già fatto colloqui e chi no

❌ricordarti chi deve ricevere un’email

Un software di selezione del personale invece:

✅raccoglie automaticamente tutte le candidature

✅le organizza in modo chiaro

✅evita duplicazioni

✅ti mostra subito chi è “nuovo”, “in colloquio”, “in valutazione” o “da richiamare”

Se perdi candidati solo perché non fai in tempo a gestirli, Excel non è più sufficiente.

2) Lavorate in più persone… ma i file non sono mai aggiornati

Quando HR, hiring manager e colleghi devono usare lo stesso file Excel accade sempre la stessa cosa:

  • qualcuno dimentica di cambiare lo stato del candidato
  • qualcuno cancella una riga per errore
  • qualcuno salva una copia del file per “non sbagliare”… e poi esistono 5 versioni diverse

Con un ATS la collaborazione diventa naturale:

  • tutti vedono la stessa informazione, in tempo reale
  • i feedback sono centralizzati
  • puoi assegnare compiti e richieste (es. “Marco deve rivedere questo CV”)
  • non esistono più versioni diverse: c’è solo una fonte della verità

Se discutete più del file che dei candidati, Excel non è più lo strumento giusto.


3) La candidate experience ne risente (e te ne accorgi)

Sii onesto: quante volte succede che un candidato non riceva risposta?

O che un’email resti nelle bozze perché ti sei dimenticato di inviarla?

Non è cattiva volontà: è che Excel non è pensato per:

  • inviare email automatiche
  • mantenere traccia delle comunicazioni
  • ricordarti follow-up
  • garantire tempi di risposta costanti

Un ATS invece:

  • manda email di conferma automatiche
  • ti ricorda chi devi ricontattare
  • gestisce i no in modo rispettoso e personalizzabile
  • ti permette di comunicare dalla stessa piattaforma

Se i candidati hanno un’esperienza disordinata, la colpa raramente è del recruiter: è dello strumento. Ti mostriamo un esempio qua


4) Non hai visibilità sul processo (e devi fare report a mano)

Se ti capita di pensare:

  • “Quanti candidati sono arrivati questa settimana?”
  • “Da quale canale vengono quelli migliori?”
  • “Quanti colloqui abbiamo fatto?”
  • “Quanto tempo ci vuole per chiudere una posizione?”

…e la risposta è sempre:

“Aspetta che apro Excel…”,

allora Excel è diventato un freno.

Un software ATS, invece:

  • genera report automatici
  • mostra metriche chiave (tempo di assunzione, conversioni, dropout)
  • ti aiuta a capire quali canali funzionano davvero
  • ti permette di prendere decisioni basate sui dati

Se i tuoi report richiedono ore invece di secondi, Excel non è più sufficiente.


5) Passi più tempo a “sistemare” il file che a parlare con i candidati

Questo è forse il segnale più importante.

Se il tuo lavoro HR consiste in:

  • sistemare righe
  • spostare colonne
  • “pulire” dati
  • copiare e incollare CV
  • inseguire colleghi per aggiornamenti

…allora Excel non ti sta aiutando, ti sta rallentando.

L’obiettivo del recruiting dovrebbe essere:

  • conoscere persone
  • valutare competenze
  • creare una buona esperienza
  • raccontare la cultura aziendale
  • costruire relazioni

Un ATS ti permette di farlo perché toglie di mezzo tutto ciò che non è valore umano. Qua ti raccontiamo meglio come funziona un ATS.


In sintesi: quando Excel non basta più

Puoi continuare a usare Excel per la selezione del personale se:

✔ gestisci poche candidature

✔ lavori da solo

✔ il processo è semplicissimo

Ma se ti riconosci anche solo in uno dei segnali qui sopra, allora è il momento di iniziare a valutare un software di selezione del personale.

Non significa “tecnologia complicata”:

significa ordine, chiarezza e tempo in più per fare il lavoro che conta davvero.